...c'erano tutti, proprio tutti, anche di più. Alla fine si presentò anche Chupito e la temuta En Tunè cresciuta nei peggiori saloon del West, c'era Lionore Masterdeepwater la giornalista dei fogli bianchi e l'imprendibile e affascinante Mark Violet; c'era la banda dei Lupi vellinesi, ma non ci furono sparatorie...Le vite di quelle donne e quegli uomini scorrevano inesorabilmente per i propri percorsi, quegli incontri le costringevano un pò fuori dagli argini che si erano scavati. Potevano sembrare forzature ma erano sacrosanti, un'occasione per fermarsi, uscire dal presente per rientrare, dalla porta del passato.
Swan si potrebbe dire che amava quei momenti.
Nel suo viaggio, nella sua rincorsa o nello stare fermo al banco del saloon di Gudwind, capitava sempre più spesso di perdersi, spaventarsi...tutto accadeva così velocemente da perderne il controllo oppure non succedeva un cazzo di niente, ma quel niente che ti prende alle spalle, quel niente che trasforma la quotidianità in niente, i sogni in niente e le aspirazioni, il lavoro, la politica in miserabile niente. E sempre, a quel punto, per scappare alla paura, alla sconfitta si rifugiava in quelle facce di sempre, in quei momenti vissuti fuori dall'argine...a poco a poco la coscienza di avere vite diverse ma che pativano e gioivano in egual modo dei fallimenti e dei successi, riportava Swan in una dimensione più umana, non era più da solo a duellare lui contro chissà chi o cosa, dietro aveva un plotone, le spalle coperte, perchè erano loro, quelli di sempre, che poteva mai succederti? e se hai le spalle coperte poi dopo guardi avanti, con fiducia però.
3 commenti:
che romanticone!!!quello non torna mai, ma quando lo fa ci mette il sentimento!!!
sceeeeemoooooo!!
molto carino. molto molto carino.
Quanto sei bello?
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